Novità e curiosità

Novità e curiosità
NUOVE TECNOLOGIE A DISPOSIZIONE DELLE AGENZIE IMMOBILIARI

Un nuovo strumento promette di movimentare le metodologie di marketing del mercato immobiliare: il drone, un piccolo veicolo volante che si guida da terra e che permette di realizzare riprese mozzafiato di proprietà esistenti o ancora in progetto con una spesa ridottissima e un grande impatto sui possibili acquirenti.

Abbiamo imparato a conoscere questi piccoli aerei senza pilota nelle cronache militari degli ultimi anni per i raid tra le montagne del Pakistan dove scagliavano missili contro i terroristi, salvo non pochi errori, comandati addirittura dagli Stati Uniti ma, come spesso succede, la tecnologia si è evoluta, i prezzi e le dimensioni si sono ridotti e i droni hanno smesso di essere un’esclusiva degli eserciti per fare il loro ingresso in diversi utilizzi civili. All’inizio utilizzati da polizia e protezione civile per ordine pubblico o monitoraggio di catastrofi, si sono via via diffusi anche tra i giornalisti, per realizzare riprese aeree a costi decisamente contenuti rispetto a quelli degli elicotteri utilizzati in precedenza, ma anche tra i semplici amatori.

Negli ultimi tempi poi il portale di e-commerce Amazon ha annunciato di avere allo studio un progetto per consegnare a casa i prodotti con questo mezzo e si registrano già utilizzi per i servizi metereologici, il controllo delle linee elettriche, in agricoltura o addirittura per tenere lontani gli uccelli dalle spiagge. I droni, chiamati anche Apr aeromobili a pilotaggio remoto, che si trovano in commercio adesso, sono di fatto piccoli elicotteri che si guidano con un radiocomando, costano poche migliaia di euro e possono essere manovrati praticamente da tutti. Una volta che la tecnologia ha fatto il passo è toccato poi all’immaginazione fare il resto e alcuni pionieri in poco tempo l’hanno spinta in ogni campo, anche nell’immobiliare.

L’idea è di Matthew Slutsky, presidente della BuzzBuzzHome di Toronto in Canada, dopo aver comprato il drone per diletto  utilizzandolo nei parchi della città, ha deciso che il “giocattolo” da 2.200 dollari poteva essergli utile anche negli affari. La BuzzBuzzHome si occupa infatti della commercializzazione di nuove case e condomini e il piccolo veicolo senza pilota equipaggiato con una piccola telecamera rappresenta infatti la soluzione perfetta per dare un’anteprima dell’esatta vista che si godrà da una casa non ancora costruita a un potenziale acquirente.

Tra gli utilizzi collaterali poi ci sarà anche quella di poter offrire anche immagini complete dell’avanzamento dei lavori da diverse prospettive anche a chi non vive in città. Ma Slutsky non è stato il primo ad applicare questo strumento al real estate: già da alcuni mesi a Santa Fe, Brian Tercero aveva cominciato a realizzare video promozionali delle proprietà in vendita con un drone: «Volare sopra la proprietà aggiunge un’altra dimensione, è uno strumento potente per stimolare il compratore, anche se funziona soprattutto per chi viene da fuori città o da fuori dallo Stato». A seguire l’esempio di Tercero sono stati in molti negli Usa ma, al momento, le associazioni di agenti sconsigliano di continuare perché l’ente per l’aviazione Usa sta ancora definendo le regole per l’utilizzo commerciale dei droni e ora al situazione è ancora agganciata a pronunce delle varie corti che negli ultimi mesi hanno registrato esiti disparati, da una multa di 10 mila dollari a una completa assoluzione.

E in Italia? Spulciando su internet, qua e là compaiono annunci di case con viste dall’alto grazie agli Apr e diverse aziende specializzate, secondo le stime circa 500 in Italia, lo offrono come servizio, ma sono ancora pochi casi isolati rispetto a quello che sarà il prevedibile uso estensivo che si avrà nei prossimi anni.

Per quello che riguarda le regole l’Enac, ente nazionale per l’aviazione civile, ha varato un regolamento che permette a tutti di utilizzare un Apr dopo aver assicurato il veicolo e ottenuto l’autorizzazione all’ente.  «Siamo agli inizi – spiega Carmine Cifaldi, direttore regolazione navigabilità di Enac – ma stiamo cercando di far diffondere la cultura della sicurezza, la tempistica per l’autorizzazione dipende da come è redatta la richiesta e dagli scopi che ci si propone: volare in una zona disabitata e senza rischi sarà più semplice, basterà un’autocertificazione, rispetto ad una zona abitata dove si presentano criticità, perché bisogna dimostrare di poter effettuare il volo in modo sicuro».

Questa autorizzazione è onnicomprensiva e permette quindi di svolgere attività commerciali, compresa quella del real estate, ma consigliamo a tutti gli aspiranti piloti di verificare di avere la autorizzazioni per gli immobili che si riprendono, di prestare particolare attenzione alla privacy e alla sicurezza delle persone e di stare attenti a non volare su aree che richiedono un’autorizzazione preventiva per esempio da parte del Comune.

 

Fonte:

FIAIP News25, giugno 2014